"Se la cucina Italiana è fra le migliori del Mondo allora la cucina Pugliese è fra le migliori d'Italia..."
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Nicola Tiberino - 1888
Nel 2007 la Sudalimenta ha avuto l'onore di entrare nella storia!
Alcuni dei nostri migliori prodotti hanno costituio un pasto completo per gli astronauti dello Shuttle della missione Discovery STS-120, fra cui l'Italiano Paolo Nespoli, e gli ospiti della Stazione Orbitante Internazionale.
La cucina italiana per la prima volta conquisa lo spazio anche grazie al nostro contributo!
Qui sotto un servizio di SkyTG24 sull'argomento...
Qui di seguito l'articolo dell'Accademia Italiana della Cucina sull'argomento:

GRAZIE ALL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA
IL CIBO ITALIANO ARRIVA NELLO SPAZIO
Dolci alle mandorle, tortellini e fettuccine, fregola con peperoni, melanzane al pomodoro, ricci di
mandorle. Per la prima volta gli astronauti di una missione spaziale - tra i quali Paolo Nespoli -
hanno dato vita a un vero e proprio banchetto con prodotti e ricette Made in Italy invece che con le
consuete pillole liofilizzate.
Il “convivio interplanetario” – del quale Giuseppe dell’Osso, Presidente dell’Accademia Italiana
della Cucina ha parlato la mattina del 6 novembre con il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano nel corso di un’ udienza in Quirinale - è stato reso possibile grazie all’AIC che ha
lavorato per oltre un anno e mezzo a stretto contatto con Nasa, Esa, e Asi e in particolare
all’iniziativa del delegato in Florida, Emanuele Viscuso.
Ecco i prodotti al centro della degustazione spaziale ed ecco l’elenco di quelli che seppur di grande
valore non ce l’hanno fatta a essere selezionati dagli organizzatori della missione…
Parmigiano e provolone, tortellini e fettuccine, ricci di mandorle e praline al cioccolato: sono alcune
delle portate del
primo “Convivio spazialeofferto qualche giorno fa da Paolo Nespoli
all’equipaggio della Stazione spaziale internazionale per festeggiare l’apertura del Nodo 2
, il
nuovo componente realizzato in Italia che si è appena aggiunto alla stazione orbitale. Ed è proprio nel
Nodo 2 che
gli astronauti hanno gustato, con soddisfazione, un tipico pasto all’italiana, un vero
convivio quindi seppur galleggiando – erano le ore 14 italiane - in circolo e sorridendo, in uno dei
rari momenti di relax che può offrire una missione spaziale.
Le portate, selezionate da Esa, Asi, e Nasa sono state pensate e proposte dall’Accademia Italiana
della Cucina
che ha lavorato con questi enti per mettere a punto con le loro tecnologie la scelta del
menu italiano.
Di questa impresa “storica” compiuta dal cibo Made in Italy,
Giuseppe dell’Osso, Presidente
dell’Accademia Italiana della Cucina,
ha parlato la mattina del 6 novembre con il Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di un incontro avvenuto al Quirinale.
“Il Presidente Napolitano – commenta con soddisfazione Giuseppe Dell’Osso, Presidente
dell’Accademia italiana della Cucina –
è rimasto colpito e ha fatto i complimenti per questo sforzo di
valorizzazione della cultura gastronomica italiana... In effetti ci siamo spinti forse anche un po’ oltre
quelli che sono i normali confini della nostra missione, che per statuto ci vede come paladini della
cultura gastronomica italiana sia nel nostro Paese che, più in generale, nel mondo. Aver propiziato
il primo vero pasto nello spazio, dove in genere si assumono pillole e cibi liofilizzati, e averlo fatto
all’insegna di prodotti e ricette italiane ci riempie di orgoglio”
.
Ad ideare questo progetto rivoluzionario è stata la delegazione di Miami (Florida)
dell’Accademia Italiana della Cucina ed in particolare il delegato Emanuele Viscuso,
esperto in
programmi di ristorazione aziendale e di filosofia della Nutrizione all’Italian Culinary Institute di
New York
.
“Una sfida vinta, una rivoluzione culturale ed enogastronomica”, commenta Viscuso, felice per
essere stato l’artefice di un cambio di rotta nella ristorazione dello spazio. “
Da anni - continua
Viscuso -
dialogavo con il Dr. Russell Romanella, Direttore della Stazione Spaziale Internazionale
sulla necessità di dare un valore aggiunto all’alimentazione degli astronauti. Era importante
pensare al loro cibo non in termini di mero nutrimento ma di speciale gratificazione, piacere totale,
anche per bilanciare le carenze di tutti i tipi che gli astronauti si trovano a vivere nello spazio.”
“Dal punto di vista gastronomico
- commenta Viscuso - non è stato facile coniugare il meglio dei
sapori italiani con le esigenze degli astronauti, le limitazioni imposte dall’ambiente ed il desiderio di
ottenere comunque una serie di “squisitezze spaziali” degne di avere il patrocinio dell’Accademia
Italiana della Cucina”
Il cibo è stato accuratamente sigillato in monoporzioni, sterilizzato, sottovuoto racchiuso in
contenitori di plastica. Non sono stati presi in considerazione il vetro per motivi di sicurezza ed
alimenti come la carne ed il pesce che avrebbero lasciato nella capsula odori troppo forti.
Se alcuni prodotti sono arrivati nello spazio, molti non hanno “superato” la selezione praticata dagli
organizzatori della spedizione spaziale soltanto per motivi tecnici collegati agli standard della Nasa.
La scorsa estate infatti Asi, Esa ed Accademia della Cucina si sono riuniti per un assaggio ad hoc di
tutti i prodotto individuati dall’Accademia, con l’obiettivo di scegliere il menu più adatto al pasto
nello spazio. A spuntarla, alla fine, al di là del gusto e della qualità
, sono stati i prodotti che si
prestavano meglio, per le loro caratteristiche, al primo convivio spaziale interplanetario.
Sono stati “assaggiati” ma non hanno varcato il portellone dello Shuttle veri e propri campioni del
mangiare all’italiana come il prosciutto di Parma, lo speck, la mortadella, il pecorino sardo e toscano,
la caciotta vaccina pugliese, il caciocavallo e i taralli.
Non hanno potuto essere inseriti anche il risotto ai funghi e alla milanese il panettone e il pandoro.
Ce l’hanno fatta, invece, oltre a capisaldi del mangiare all’italiana come
parmigiano reggiano e
provolone, i classici tortellini, le celebri fettuccine e la super-regionale fregola sarda, anche se
con un condimento di peperoni dolci non proprio ortodosso.
Alla fine sono state inserite nel composito menu anche
altre ricette semplici della tradizione
regionale mediterranea. Come le
melanzane al pomodoro e le verdure grigliate, il paté di
pomodori secch
i, il paté di olive e la vera e propria rivelazione di questa missione: i ricci di
mandorle siciliani,
squisiti dolcetti siciliani lavorati con albume d’uovo.
MENU DEL PRIMO CONVIVIO SPAZIALE DELLA STORIA
Antipasti
Crema di Olive
Paté di Pomodori Secchi
Parmigiano Reggiano
Provolone Piccante
Cracker
Primi Piatti
Tortellini al formaggio
Fettuccine in bianco
Minestrone
Ravioli di manzo
Linguine in brodo di pollo
Risotto alle verdure
Fregola con peperoni dolci
Secondi piatti
Tacchino affumicato
Contorni
Asparagi
Verdure miste grigliate
Melanzane al pomodoro
Fagiolini e funghi
Cavolfiori con formaggio
Patate dolci
Frutta fresca
Pere, Ananas, Fragole
Dolci
Ricci di Mandorle
Praline al cioccolato con caffè
Bevande
Succo di Arancia, Mango, Ananas, Te, Latte, Caffè

Alcuni links correlati:

http://www.newsfood.com/Versione_Testo/News.asp?UN=11819
http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20071109-Grazie-Accademia-Italiana-cucina-cibo-italiano-arriva-spazio.asp
http://www.accademiaitalianacucina.it/press/pressdoc/2007_11_07_spazio.pdf
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=128&ID_articolo=64&ID_sezione=280&sezione=